Ecco quanto guadagna Mengoni dai suoi concerti allo ‘Sbagliato’

Ieri Marco Mengoni ha annunciato, un po’ a sorpresa, un suo nuovo progetto. Una serie di date dal vivo in un piccolo club di Milano, il Teatro Principe, che per l’occasione diventa ‘Allo Sbagliato’, una specie di nuovo locale di cui Mengoni diventa per due mesi direttore artistico e dove, in aggiunta, si esibirà per 26 concerti dal vivo, quattro a settimana. Serate particolari, con band e scaletta particolari, allestimenti particolari, ma soprattutto prezzi particolari.

115 euro per stare in piedi in galleria o in platea, 172,50 per sedersi in uno dei 71 posti davanti o di fianco al palco, e 230 per le sedie d’onore, quelle dietro alla band.

Com’era prevedibile, su X è partito il solito putiferio.

Critiche ai prezzi, giudicati esorbitanti, ma anche allo spettacolo, una serata di brani originali di Mengoni - ma non quelli più celebri - misti a cover internazionali, e pure al format, quello di una serata ‘offline’ dove i telefoni devono essere riposti in una busta e non si possono usare per riprendere lo show. Ma soprattutto critiche allo stesso Mengoni, e questa è la vera novità. Ho dovuto cercare su Google per vedere se il cantante fosse mai finito al centro di qualche scandalo, o controversia, o perfino piccola scaramuccia, e ho trovato solo un cazziatone di qualche sardo perché una volta ha detto che la spiaggia di Piscinas sembrava una ‘specie di giungla’. Fine. Nessuna gaffe, nessun dissing, ma nemmeno l’ignavia di non pronunciarsi a favore delle minoranze, cosa che ha spesso fatto, o della causa palestinese, per dire qualcosa che avrebbe potuto (giustamente) indispettire i più. Niente di niente. Non ho trovato commenti critici su Marco Mengoni su nessun argomento, fino a oggi.

Al netto delle osservazioni sull’eventuale spocchia con cui ha annunciato che nelle 26 serate dello ‘Sbagliato’ non canterà Due Vite o L’essenziale (sì, forse poteva scegliere un tono più conciliante, ma non sono certo io a poter discutere di tono), il problema principale sono ovviamente i prezzi. Al cui riguardo, però, vanno dette alcune cose.

La polemica, va detto, parte da un dato reale: non sono prezzi popolari. E lo sono molto meno di quelli, in continua crescita, nei concerti ‘normali’ nei palazzetti o negli stadi. Però

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