'Non C'è Nessun Messaggio', una docus-serie sulla violenza che gli adolescenti imparano online - dal 30 luglio su Vale Tutto

Cosa sanno i genitori di cosa fanno i propri figli, adolescenti o bambini, mentre magari sembrano solo giocare online, o chattare con un amico?

A marzo, in provincia di Bergamo, un ragazzino di tredici anni è entrato a scuola e ha accoltellato la sua professoressa di francese. Aveva preparato una maglietta con una scritta fatta a mano, un manifesto e un video da diffondere per essere celebrato online. Due mesi dopo ci ha provato un bambino di undici anni, in Sicilia. Nel mezzo, un diciassettenne arrestato mentre pianificava una strage nella sua scuola. Un quindicenne a Bolzano è stato arrestato mentre pianificava di uccidere un senzatetto in diretta. Ogni volta il dibattito pubblico si è concentrato sulla stessa domanda - cosa è successo a questo ragazzo? - e ogni volta la risposta è stata la stessa: era solo, passava troppo tempo su internet.

Per capire cosa è successo davvero siamo entrati negli spazi digitali che frequentavano. Con profili falsi, per mesi, fingendoci una ragazzina di 14 anni, ci siamo fatti adescare dentro i gruppi dove quei ragazzi si erano formati: leggendo quello che leggevano, guardando quello che guardavano, parlando con chi li aveva reclutati. Poi abbiamo portato quello che abbiamo trovato a chi queste reti le studia da anni: criminologi, ricercatori, magistrati, investigatori.

E ora siamo pronti a farvi vedere cosa abbiamo scoperto.

Non c’è nessun messaggio’ è la prima inchiesta italiana su come i ragazzini si radicalizzano online. Una docu-serie in quattro episodi per raccontare agli adulti il linguaggio, le ideologie e le teorie del complotto che trasformano gli adolescenti in estremisti.

Da un’idea di Serena Mazzini e Selvaggia Lucarelli, scritto da Serena Mazzini con Laura Carrer e Leonardo Bianchi, prodotta da Boutade con Wearediferente.

Dal 30 luglio su ValeTutto.

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