Gli insopportabili Brooklyn e Nicola Peltz Beckham a Venezia
Dopo un po’ che guardavo i video e le foto di Brooklyn e Nicola Peltz Beckham a Venezia -uscivano dalle fottute pareti- mi si è acceso un lampo: ma di preciso, cosa ci fanno questi due a Venezia? E soprattutto: cosa ha vinto, in qualità di attrice, la figlia di papà Nicola Peltz per meritarsi questa acclamazione, questa visibilità e pure la storia su Instagram “sono fiero di te” del marito babbeo (e figlio di papà e mammà a sua volta)?
Nicola ha ricevuto il Rising Star Award alla 25ª edizione del Premio Kinèo, evento collaterale della Mostra del Cinema. Dunque, partiamo da qui: la giuria ufficiale di Venezia non ha premiato Nicola Peltz e non è dato manco sapere chi l’abbia selezionata per ‘sto premio, dato che di questo riconoscimento sappiamo solo che lo organizza tal Rosetta Sannelli e che tra gli altri premiati c’è anche Fabio Volo.
È un po’ come quando durante il Sanremo della Rai ci sono le tv locali che organizzano i concorsi-karaoke nelle sale degli hotel e quando vince il sosia di Pavarotti, si premia sul red carpet davanti al casinò. Ecco, il sosia di Pavarotti non ha vinto Sanremo, ma se si è distratti può sembrare. Insomma: Nicola Peltz ha “vinto” una roba organizzata a Venezia durante il Festival ufficiale, ma se siete distratti potreste pensare che il presidente di giuria Maggie Gyllenhaal la trovi la nuova Meryl Streep.
Invece, se siete gente sveglia e vi è parso che il vestito viola Balenciaga fosse decisamente più espressivo di lei, avete centrato il punto. Perché la storia professionale da attrice, sceneggiatrice e regista della signora Beckham è piuttosto esilarante, oltre che un’istantanea perfetta del servilismo nei confronti del denaro e del privilegio.
Un privilegio doppio, perché sia lei che Brooklyn sono “figli di” e qui ognuno completa la frase come vuole. Lui, come noto, ha ripudiato la famiglia accusandola di pensare solo alla visibilità e in effetti era lì sul red carpet con la moglie a stampare baci e a cingerle la vita come un boa constrictor per risultare il più defilato possibile. Da notare come lei appaia pure infastidita dai suoi baci a favore di fotografo e chi era lì sembra confermarlo.
Ma al di là della sensazione di disturbante stucchevolezza che mi trasmette la coppia e di quanto lui ce la stia mettendo tutta per sembrare il più stordito della cucciolata Beckham (gli spaghetti con l’acqua di mare sono solo un gradino sopra il pollo lavato col detersivo), il problema è proprio la storia professionale di Nicola Peltz nel cinema.
Che è disastrosa. Preparatevi a divertirvi molto, vi avviso.